Domenica 10 marzo 2004

Ha proposto di destinare il Palazzo Reale a sede del liceo scientifico di Ischia

Adel Smith mattatore a Lacco Ameno

Inserirà la scuola isolana nel programma ufficiale del suo movimento - Ha negato di aver mai definito il crocifisso "un cadaverino" ed ha spiegato che la sua è una battaglia per le pari opportunità religiose

(14-3-2004 Annarita Cuomo)  Lacco Ameno - Ieri mattina Adel Smith è stato ad Ischia ed ha incontrato il pubblico ed una delegazione del tormentato liceo scientifico nostrano. Italiano, musulmano, particolarissimo personaggio balzato agli onori delle cronache per quelle che lui ritiene essere mistificazioni dei mass media (non ultimo il famigerato episodio della definizione, alla trasmissione "Porta a porta", del crocifisso cristiano quale "un cadaverino appeso a due legnetti", frase vergognosa che lui smentisce recisamente di aver mai pronunciato), Adel Smith è candidato alla carica di Presidente della Provincia di Napoli alle prossime elezioni, per conto del movimento Lega Sud Ausonia. Ad organizzare la clamorosa presenza di Smith è stato l'avv. Antonio De Girolamo, penalista molto noto ad Ischia, animatore del "comitato di agitazione" di genitori, professori e studenti del liceo scientifico (nonché Presidente del Consiglio d'Istituto), la cui battaglia principale è quella di trovare una sistemazione perlomeno dignitosa e definitiva della prestigiosa scuola. Sponsor dell'operazione è stato il nostro giornale, che ha trovato nel dott. Bruno Basentini, patron dell'Hotel Terme di Augusto di Lacco Ameno, un ospite signorile e disponibile. L'incontro era fissato per le ore 11.00, ed è cominciato dopo la classica mezz'oretta di tolleranza. Adel Smith, sempre accompagnato e diremmo quasi "marcato a vista" dall'avv. De Girolamo, era insieme al suo braccio destro Zucchi, e a un suo cugino. Vestito in completo grigio, barba curatissima, Smith è stato, per tutta la durata dell'incontro, la quintessenza della moderazione, della ragionevolezza e della squisitezza. Insomma, tutt'altro che quel mostro che eravamo abituati a credere che fosse. Appariva perfino superflua la presenza di diversi poliziotti, con il loro dirigente, e del maresciallo dei Carabinieri Tamburrino, comandante della stazione di Casamicciola. Nessuna contestazione, men che meno organizzata, è infatti avvenuta. Ischia, ancora una volta, si è mostrata estremamente tollerante. Estremamente pratiche, le argomentazioni di Smith hanno destato l'interesse del pubblico presente, composto da giornalisti del "Golfo", capitanati dal direttore, dalla troupe di Teleischia, da molti studenti liceali, dai loro genitori, da qualche professore e da svariati curiosi. De Girolamo ha funto da moderatore, ripercorrendo brevemente le problematiche della scuola isolana, e qui è giunta la prima sorpresa. Adel Smith ha proposto una soluzione che, benché in apparenza di difficile realizzazione, non ha mancato di suscitare la suggestione dei presenti: perché non trasformare il cosiddetto "Palazzo Reale" di Ischia nella sede della scuola, sottraendolo alla sua attuale sottoutilizzazione? Lo stesso De Girolamo ha sottolineato l'originalità della proposta, ammettendo: "Nessuno di noi ci aveva mai pensato...". Dopo essere riuscito a strappare l'assicurazione che, nel programma di Adel Smith e dell'Ausonia, sarebbe stato inserita la lotta per la risoluzione del problema del liceo sull'isola d'Ischia, la discussione si è dirottata su altri argomenti, cosa inevitabile data la presenza di cotanto personaggio. È stato proprio il Direttore del "Golfo" a rompere gli indugi, chiedendo l'esatta ricostruzione di un altro contestato episodio della carriera di Smith, e cioè la richiesta di togliere il crocifisso dalla scuola elementare di Ofena, in Abruzzo, dove Smith vive attualmente e dove i suoi figlioletti frequentano gli studi. Il vulcanico Domenico Di Meglio ha chiosato: "Invece di togliere il crocifisso non sarebbe stato meglio aggiungervi simboli di altre religioni? Che so: un simbolo islamico, la stella di Davide ebraica, eccetera?". Qui Smith si è illuminato: "Proprio questo è accaduto!", ed ha spiegato: "Io ho chiesto di aggiungere nell'aula di mio figlio, accanto al crocifisso, un quadretto con dei simboli islamici, che avevo portato con me. Le maestre hanno subito acconsentito, molto civilmente, e così è stato fatto. Ma, successivamente, il Preside della scuola l'ha buttato via ed ha chiamato i Carabinieri. Allora, ho dovuto ricorrere alle vie legali, perché non volevo che mio figlio vivesse il crocifisso come un'imposizione". È questo il fulcro di tutta l'argomentazione di Adel Smith: egli sostiene di non avere nulla contro la religione cattolica, ma in uno stato di diritto, qual è quello italiano, un cittadino italiano come lui deve vedersi riconosciuta la pari opportunità per tutte le religioni, perché siamo in presenza di un'impostazione statale laica. Poi si è scagliato contro le mistificazioni dei mass media, che hanno stravolto tutta la vicenda, rendendola incomprensibile, o meglio dipingendola in una luce distorta. Questo ha suscitato la nostra reazione: se non fosse per i mass media, egli non sarebbe mai diventato un personaggio e, per esempio, nessuno sarebbe venuto alle Terme di Augusto per ascoltarlo conferire sul liceo scientifico... In realtà pare proprio che lui sappia ben gestire la sua immagine di provocatore. Smith ha respinto quest'impostazione, affermando di non essere così smaliziato e di non avere alcun potere di indirizzo dei mezzi d'informazione. Non è mancata una breve ma forte contestazione, anche se limitata a due soli casi. Un isolano ha criticato con veemenza l'operato di Smith, ma è stato a sua volta accusato di essere una sorta di fondamentalista cattolico. Nell'altro caso una coppia di turisti italiani ha rinfacciato all'ospite la solita frase del crocifisso quale cadaverino, ma Smith ha nuovamente spiegato che lui non ha mai detto nulla del genere. Per niente convinto, l'anziano turista ha confermato di ricordare di averla sentita benissimo, con le sue orecchie, ed è andato via rifiutandosi di proseguire il colloquio. Indubbiamente, la pacatezza e le argomentazioni di Smith sono apparse più convincenti dei due interventi suddetti, che hanno forse pagato lo scotto di un eccesso di passionalità, finendo con il diventare o incomprensibili o desiderose di sottrarsi al ragionamento. In definitiva, tutto si può dire fuorché che Adel Smith passi inosservato o sia ignorabile...