Palermo 27 settembre 2003

VII Conferenza programmatica

CRESCE E SI RAFFORZA L'UNITA'
TRA I MOVIMENTI AUTONOMISTI

Alla settima conferenza programmatica della Lega Sud Ausonia, tenutasi lo scorso 27 settembre a Palermo, si sono dibattuti temi di particolare importanza come le prospettive dell’autonomismo e le strategie da intraprendere in vista delle prossime elezioni europee. Un incontro che ha avuto una valenza ancora più significativa perché svoltosi, in quella Sicilia dalla forte tradizione indipendentista dove però oggi i vari movimenti autonomisti che vi sono presenti, non sono ancora riusciti a trovare quella necessaria unità d’intenti che dia vita ad un autentico progetto federalista che ne possa risollevare realmente le sorti.

Qui di seguito pubblichiamo una sintesi degli interventi che si sono succeduti durante i lavori della conferenza.
Salvatore Rubino (Commissario provinciale Trapani Movimento “Noi Siciliani”): “E’ necessario avere le idee chiare sul tipo di progetto da intraprendere. Se si raggiunge un accordo basato sulla serietà, allora si possono ottenere risultati. Dobbiamo andare aldilà dei particolarismi e riflettere piuttosto sui diritti che il governo Berlusconi sta quotidianamente privando al popolo siciliano. Si tratta di diritti enormi, come quelli dei pensionati o dei giovani a cui nessun partito romano riesce a dare una concreta risposta. Se non superiamo la logica partitica, non si va da nessuna parte”.
Diego Messina (Segretario Movimento “Noi Siciliani”): “Abbiamo presentato con la Lega Sud Ausonia, una lista che ha ottenuto un buon risultato alle ultime elezioni. C’è ancora molto da migliorare perché c’è ancora troppo individualismo. La proposta è quella di presentare per le prossime elezioni europee in Sicilia ed in Sardegna, una lista comune con il Partito Sardo d’Azione. La Sicilia ha bisogno non più di capi, ma dell’amore per il proprio popolo perché questa è una terra fertile dove mancano però i lavoratori. Questi lavoratori siamo noi e se vogliamo liberarci dal giogo dei vari Berlusconi, D’Alema e di tutti i vassalli che li sono attorno, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per un progetto unico. Una federazione dei movimenti sicilianisti che preveda l’autonomia individuale di ognuno dei suoi componenti”.
Domenico Corrao (Segretario “Movimenti Sicilianisti”): “Abbiamo il dovere di formare una nuova classe politica, che sia staccata dalle logiche centraliste. La futura classe dirigenziale dovrà avere un’anima fortemente legata al territorio e basata su un progetto serio e concreto. I siciliani hanno bisogno di strutture e non di pubblicità o di opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina che ingrassano qualche portafoglio illustre. Non è fantapolitica proporre la Sicilia come zona franca: pensiamo alla benzina che produciamo per una quota pari addirittura all’85% e che invece dobbiamo pagare a caro prezzo. In una logica separata dai partiti di Roma potremmo convertire la nostra economia industriale, in una che rispetti l’ambiente ed il territorio. Oggi i partiti che ci rappresentano, si ricordano dei cittadini solo al momento del voto. Per me, l’importante è costituire un nuovo soggetto politico che racchiuda tutti coloro si riconoscano nel sicilianismo, inteso anche come tradizioni e cultura. Il tutto inteso in un progetto meridionalista di ampio respiro”.
Enzo Maiorana (Consigliere Provinciale Caltanissetta “Nuova Sicilia”): “Ritengo che la Sicilia non possa più permettersi il lusso di avere una classe politica rapace che non ha fatto altro che derubarla. Dobbiamo pretendere un cambiamento di rotta nella politica economica del governo che si deve ricordare del Mezzogiorno. Ma prima è necessario entrarci in questo governo: per far ciò bisogna staccarsi dalla solita logica destra – sinistra che contraddistingue questo sistema elettorale maggioritario”.
Franco Pirretta (Partito Sardo d’Azione): “Nel 1994 abbiamo partecipato alle elezioni europee né con la destra, né con la sinistra ottenendo ottimi risultati. Dobbiamo proseguire su questa strada intrapresa insieme a valloni, fiamminghi, savoiardi che ha dato vita ad un vero e proprio soggetto politico europeo. È però necessario creare adesso un soggetto politico che si batta a livello non solo europeo, ma anche italiano e regionale. Si tratta di un’operazione abbastanza difficile. Nel caso specifico, vogliamo condurre la Sardegna all’indipendenza. Siamo pronti come movimento sardista a dare il nostro contributo su quei temi che ci accomunino con gli altri movimenti autonomisti. Le elezioni europee ormai sono dietro l’angolo ed è indispensabile organizzarsi, raccogliendo le firme necessarie per presentare una lista. Stavolta molto probabilmente non ci presenteremo con la nostra gloriosa bandiera raffigurante i “quattro mori” bensì con il simbolo dell’A.L.E. (Alleanza Libera Europea, n.d.a.), in vista della Convenzione del 2009. Siamo già presenti a Strasburgo da alcuni anni, ottenendo ottimi risultati come ad esempio il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta per alcuni prodotti tipici. Ognuno di noi ha dei problemi diversi, legati al territorio di appartenenza. Se vogliamo presentarci alle prossime elezioni europee sotto un’unica lista o facciamo qualcosa di concreto o sarà del tutto inutile”.
Nino Amico (“Partito Siciliano d’Azione”): “Ce l’ho con Bossi perché ha assassinato l’originario progetto federalista, non mettendosi alla testa di un movimento autonomista su scala nazionale, sulla base dell’equità dei rapporti e sulla comprensione del fatto che alcune Regioni devono avere un accettabile livello di occupazione e di benessere. Bossi non ha capito che lo stato centralista può essere sconfitto soltanto con un grande movimento popolare, e non invece come ha poi fatto emarginando il Sud, la Sicilia e la Sardegna che avrebbero potuto dargli un grosso sostegno. È bene capire che senza il sostegno del Mezzogiorno, della Sicilia e della Sardegna questo stato centralista ce lo ritroveremo ancora avanti per chissà quanto tempo ancora. Sino a quando Bossi si scaglia contro Roma, intesa come luogo dove esistono queste oligarchie di partiti che detengono il potere, possiamo anche essere d’accordo. Con questo sistema infame del maggioritario, alle politiche di due anni fa ci siamo ritrovati 61 persone della C.d.L. che hanno conquistato i seggi siciliani, con un’ingente spesa. Per le prossime elezioni europee, se vogliamo presentarci in un’unica lista, sarà necessario mettere da parte egoismi individuali. Non avremo pace sino a quando, elettoralmente parlando, non cacceremo dalla Sicilia, a calci nel sedere, destra e sinistra, i nostri nemici storici!”
Giacomo Sanna (Segretario “Partito Sardo d’Azione”): “E’ necessario che i sicilianisti mettano da parte reciproche diffidenze e differenze e si uniscano per dare vita ad un grande progetto autonomista. Il sistema politico italiano ha inquinato il nostro vivere insieme, la libertà d’azione e l’autonomia. Cinque anni fa abbiamo deciso di andare avanti da soli, in un progetto alternativo alla destra ed alla sinistra. Abbiamo fatto l’esperienza delle politiche presentandoci da soli nel 1996, ottenendo un parlamentare che non è entrato nell’Ulivo, ma ha preferito sedersi fra i banchi del gruppo misto non sopportando l’atteggiamento arrogante dell’allora maggioranza di governo di centro – sinistra. Il risultato è stato quello di aver fatto perdere all’Ulivo diversi collegi in Sardegna: ciò per ribadire che per noi i patti si stipulano nel rispetto della pari dignità e non nella prevaricazione e nell’egoismo. Per non parlare della destra, in cui non si sa con chi parlare! E pensare che si autoproclamano federalisti! Hanno dato vita al trasformismo più sfrenato, ingannando la gente! Il centro – sinistra adesso sta cercando di puntare su Tiscali per vincere le prossime elezioni e per contrastare il dominio di Berlusconi. C’è il rischio che l’uomo più ricco, com’è già accaduto con l’attuale premier, arrivi e detti le condizioni: è una cosa aberrante! La logica delle comunità ormai viene calpestata quotidianamente e per evitare il disastro dobbiamo recuperare il contatto ed il dialogo diretto con la gente. Lo Stato italiano è destinato ad essere sempre più debole, perché in Europa ormai decidono ciò che è giusto fare. Ciò sta mettendo in ginocchio realtà come la nostra, ancora abituata all’assistenzialismo. In Sardegna non c’è più economia. Non è pensabile che i siciliani o i sardi debbano essere ridotti a lavorare solo come camerieri! Le prossime scadenze elettorali rappresentano un’occasione da non perdere: per questo dico ai siciliani di trovare un accordo, anche se mi rendo conto che ciò non è facile”.
Pippo Terrana (“Nuova Sicilia”): “Credo che sia necessario che ciascuno di noi metta in campo i propri valori. Ho messo a disposizione la mia esperienza politica per un progetto chiamato Sicilia, credendo che questi valori che ho portato possano servire per governare meglio. I nostri valori sono quelli legati alla nostra terra, al Sud, all’autonomia. Dobbiamo portare dalla nostra storia, che è anche fatta di solitudine per conoscere cosa siamo, chi siamo e dove andiamo. Sapendo che i nostri valori non possono essere assolutamente collegati alla destra”
.
Gianfranco Vestuto (Segretario federale “Lega Sud Ausonia”): “La nostra stella polare deve restare l’autonomismo, nella consapevolezza che a livello europeo è possibile trovare accordi. È probabile che ciò possa rappresentare il primo passo verso un’intesa salda e duratura fra i vari movimenti autonomisti”.

Qual è la valenza dell'incontro che si è tenuto a Palermo?

Pietro Corrao (Segretario "Movimento Sicilianisti"): "È importante, nel momento in cui si va a discutere al di fuori della logica dei partiti legati a Roma, dell'unità dei movimenti autonomisti siciliani e meridionali sparsi nella Penisola. I nostri interessi sono naturalmente diversi da quelli dei partiti romani: nel caso specifico, in Sicilia manca veramente di tutto, fra cui l'unione dei giovani che si mettono insieme per un progetto che preveda la legalità. Intendo per legalità una classe politica che dia un calcio a chi non ha mai attuato seriamente quello Statuto fortemente voluto dal popolo siciliano. Basti pensare ai soldi che potrebbero entrare nelle casse della Regione Sicilia, ed in particolare all'articolo 37. La Sicilia dovrebbe avere una certa voce in capitolo per la scelta dei trasporti, ma tutto questo sinora non è stato possibile a causa dei partiti di Roma, che hanno puntualmente calpestato gli interessi della Sicilia e dei siciliani. Ma la cosa più grave è che qui manca l'orgoglio ed il senso di appartenenza a questa terra".

Diego Messina (Segretario "I Siciliani"): "Spero che quest'incontro sia stato soltanto l'inizio per la creazione di un grande movimento che si batta su scala territoriale per l'autonomia. Per quanto riguarda i siciliani, è una vergogna che molti di essi siano alla mercè di potentati del Nord, dell'America o della Russia. una vergogna avere un parlamento siciliano che non fa altro che inginocchiarsi davanti a queste lobby. Per questo dico al popolo dell'antica Trinacria di svegliarsi perché ha dormito troppo, me compreso. necessario sviluppare un'azione efficace che spinga i nostri giovani a non scappare dalla loro terra. La Sicilia è ricca di cervelli e di mani.  Quindi c'è la necessità che il pensiero e l'azione sviluppino in Sicilia e per la Sicilia tutto il potenziale. Purtroppo siamo imprigionati dai capitalisti del Nord e dalla FIAT da ormai 50 anni: prima ci facevano scappare in Germania, Argentina, Belgio, Canada; adesso con quella delle Miss. Vogliamo un'autonomia vera basata sul rispetto rigoroso dello Statuto siciliano".

Salvatore Rubino (Consigliere Provinciale Trapani): "La valenza politica è la programmazione che questo movimento politico sta attuando per un riscatto sociale, morale ed economico del Mezzogiorno. Con la speranza che ciò possa valere naturalmente soprattutto in Sicilia, dove sinora non c'è stato un coordinamento fra i tanti movimenti autonomisti presenti. Se ciò si crea, è allora possibile che se ne vedano i benefici anche in Sicilia. Sinora c'è stato troppo personalismo, basato su piccoli interessi personali di borgata privi di quella necessaria progettualitò e di quella visione prospettica di ampio respiro che possa permettere un vero riscatto del nostro territorio".

Nel pomeriggio, poi, lo stesso segretario della Lega Sud Ausonia Vestuto, si è recato con una delegazione a rendere omaggio presso la Cattedrale di Palermo, alla tomba dello "Stupor Mundi" 

Home Page